LIBIA 2003 / 04 - Akakus e laghi del Fezzan


 

"Dove tutte le strade portano all'infinito" Così recita una pubblicità governativa e mai frase è stata più appropriata per definire il paesaggio libico.

 

Partiamo dal verde delle sue coste per finire nell'Akakus, passando attraverso l'Hammada Al Hamrah, dove si respira in ogni dove un senso d'infinito nel quale perdersi; per non citare le antiche vestigia greco romane, imponenti testimoni di un passato glorioso. Il viaggio ci conduce dapprima a Ghadames, considerata la perla del deserto, una volta mercato di schiavi e crocevia carovaniero, ora Patrimonio dell'Umanità tutelato dall'UNESCO, ove la vecchia città è stata costruita sotto il livello delle strade per ripararsi dal vento e dal sole. Da li scendiamo in direzione sud pieno lungo una pista che alternerà tratti veloci ad alti cordoni di dune fino a Ghat, una delle città tuareg.

 

E' qui che inizia la visita dell'Akakus, che con le sue cattedrali di pietra e le miriadi di pitture rupestri deve essere considerato un bellissimo museo a cielo aperto, come il Wadi Mathandusch, una stupenda galleria d'arte a cielo aperto per merito dei suoi graffiti d'inestimabile valore. Proseguiamo quindi fino a Germa, patria dei Garamanti, antichi abitanti della regione dove avremo l'opportunità di visitarne le tombe e iniziare poi la traversata dell'Erg di Awbari passando per i laghi Mandara, Gabraoun e Trouna, splendide perle color cobalto immerse in un mare di sabbia gialla. Giungiamo infine a Idri da dove inizia la risalita sulla veloce pista fino a Darji.

 

Ultima tappa del nostro viaggio la città romana di Sabratha la cui bellezza non può essere descritta a parole: le sue vie, il suo teatro, il suo porto ed il suo mercato possono essere solo assaporati in silenziosa contemplazione.

 

Traccia del viaggio
Traccia del viaggio